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Marco Meniero, il meteorologo Paolo Sottocorona e Michele Galice

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 La suggestiva Sala Almadiani di Viterbo

 

 

 

 

 

 

 

Attività

 

MOSTRE

 

"Paesaggi di Luce"

Civitavecchia - 17- 30 dicembre 2005

Nel dicembre 2005 è stata inaugurata a Civitavecchia la mostra fotografica che ha lanciato “Paesaggi di Luce”: autori Michele Galice,  Marco Meniero & Andreina Ricco, astrofili, specializzati in fotografia astronomica, meteorologica e naturalistica. L’esposizione propone un viaggio fotografico tra giorno e notte, paesaggi alpini e controluce notturni, attraverso 40 opere circa, alla ricerca di particolari suggestioni della luce. La mostra è allestita nei locali della Rocca medievale nel Porto Storico di Civitavecchia, con il Patrocinio del Comune, della FIAF e dell’UAI.

Il tema della mostra è un viaggio attraverso suggestivi paesaggi diurni e crepuscolari alla ricerca di istanti magici e atmosfere sospese. Passando da un’”alba lunare” sulle dolomiti ad un tramonto sul mare ripreso nelle sue fasi in sequenza “bloccate” dalla fotocamera, da un cielo stellato in rotazione sul Cervino alle eleganti evoluzioni delle nuvole che sembrano giocare e compenetrarsi con le crode dolomitiche, la mostra costituisce un insolito escursus trasversale tra temi legati all'astronomia, alla meteorologia ed al paesaggio, naturale ed urbano.

L'esposizione ha raccolto centinaia di visitatori, curiosi, astrofili e fotografi da tutto il Lazio.

Viterbo 3-9 dic 2006

L'abituale esposizione delle foto del Concorso  internazionale di fotografia Francesco Forno, organizzato dall'associazione omonima, ospita nel 2006 anche la mostra Paesaggi di Luce dei soci Galice, Meniero e Ricco. La suggestiva sede della sala Almadiani a Viterbo offre una cornice elegante e solenne ai numerosissimi visitatori, circa 1000, entusiasti e ammirati.

 

"Scenari e riflessi nell'Arco del Mignone"

Allumiere - 21- 29 ottobre 2006  

Eventi geologici, peculiari condizioni climatiche e continue azioni dell'uomo hanno plasmato un paesaggio che oggi ci appare dai caratteri forti e netti. Ambienti definiti da regole compositive semplici e rigorose, marcate da elementi antropici minimali e fascinosi come fontanili, steccati, muretti a secco, antichi percorsi. Associazioni botaniche che derivano da millenarie selezioni dovute in parte alle scelte più o meno consapevoli dell'uomo. Animali da pascolo allo stato brado, secolare risorsa del territorio ma oggi protagonisti assoluti e silenziosi di un paesaggio unico.

Qui emergono ancora angoli di natura selvaggia che emanano il respiro di ere passate: ombrosi percorsi riparali, distese impenetrabili di macchia mediterranea, rupi tufacee inaccessibili, rovine sepolte dalla fitta vegetazione, specie animali e botaniche di grande interesse. Parte del fascino dei Monti della Tolfa risiede nella varietà di situazioni dettate dalla morfologia del territorio e dalle variazioni stagionali, ma anche dall'alternanza serrata di ambienti naturali intatti e di altri fortemente antropizzati.

La mostra ha proposto un personale viaggio fotografico alla ricerca di nuove prospettive, punti di vista inconsueti e dettagli rivelatori. Senza la presunzione di voler tracciare un quadro esaustivo e spettacolare del paesaggio tolfetano-cerite, l'ambizione è quella di suscitare una maggiore e consapevole curiosità nei nostri sguardi superficiali, troppo assuefatti alle suggestioni di luci e colori delle quali, a volte, ci dimentichiamo di cogliere il respiro più profondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

principali pubblicazioni

Probabilmente l'essere nato e cresciuto sul mare mi ha indotto l'istinto di scrutare orizzonti. Marini, alpini o astronomici che fossero.

Abitare sul mare è un privilegio che arricchisce l'anima e dona esperienze uniche: luci, tramonti, mareggiate, placidità e violenza che a volte si esprimono con fenomeni che rimangono impressi per la loro rapida intensità.

Trombe marine che montano impetuose tra i flutti e nembi cupissimi che si dissolvono in pochi attimi lasciando sensazioni fortissime e ricordi indelebili. Mari in burrasca che stordiscono per giorni, tramonti dai riflessi anomali: eventi normalissimi per il corso millenario della natura ma emozionanti e suggestivi per i nostri occhi che vi si possono imbattere in rare occasioni nel corso di una vita.

 

 

Nel 2004 Michele Capitani, carissimo amico, docente di italiano a Civitavecchia e talentuoso poeta,  pubblica il suo primo volume di poesie con l'editore Michele Pascale. Questa congiunzione astrale di "Micheli" non poteva escludere dal progetto il sottoscritto.  

Come amico ed estimatore di Capitani, fumettista e illustratore, ho avuto il piacere di firmare la copertina del volume. All'interno, righe sorprendenti per intensità e personalità.

 

 

 

Ho iniziato a disegnare fumetti per diletto a 12 anni, reinterpretando i grandi eroi della Marvel, autentica passione, passando poi a realizzare storie personali di fantascienza dalle atmosfere cupe e surreali, riprendendo tutti quegli elementi che hanno segnato la mia formazione letteraria e cinematografica: da Isaac Asimov a Stanley Kubrick, da Dino Buzzati a Dario Argento, da Magritte a Sergio Toppi.

Nel 1993 avvio una collaborazione con il periodico locale "O&C - opinione e confronto" diretto da Costantino Forno" che pubblica mensilmente una serie intitolata "Dimensione parallela". La serie è composta da una tavola, quasi sempre "muta", pervasa da situazioni improbabili improntate sul paradosso e sul surreale, giocosamente adagiate su "vertigini" spaziali e temporali.

 

Nel 1990 l'associazione Novecentonovanta organizza una rassegna-concorso per giovani fumettisti indipendenti, lanciato a livello nazionale, giudicato dalla rivista Comix e pubblicato sull’albo “Gasp, giovani artisti sulla piazza”. L'evento si chiude con una mostra presso il cinema Royal, cui segue la premiazione come II° classificato.

 

L'Editore Michele Pascale allestisce un altro progetto che subito è per me fonte di grande interesse e suggestione: "Tarocchi, l'immagine e la parola", raccoglie in ordine sparso ispirazioni letterarie e fotografiche sui temi degli arcani maggiori.

Il lavoro viene presentato con una originale mostra, con allegata pubblicazione, a Civitavecchia nel luglio del 2006.

 

 

 

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